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Nada Yoga: Indian Music

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Indian Music Floating Sarod

"Floating Sarod: music in the clouds". Il video con la musica di fondo del portale: il brano (il cui titolo originale è "Sarà su nel sarod") è tratto dal CD "New India Company" del 1999: è stato accorciato e sono state inserite piccole aggiunte di overtones. Ad un filmato del cielo di Jesolo (estate 2007) ho sovrapposto quello con il mio sarod (3 febbraio 2008)


SAROD PAGE


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Indian Music Remember Massimo
Riccardo Misto suona Massimo Perin

Oltre che esperto e tecnico della ceramica (di cui conduceva un laboratorio presso il Ceod V.S.A., dove tutti e due lavoravamo), Massimo Perin era un musicista e compositore: nel 1995 mi propose di inserire il sarod, il liuto indiano che suono abitualmente, in alcune composizioni da lui realizzate al computer con strumentazione elettronica digitale. Dopo un po' di esperimenti in questo senso, avevamo composto assieme due suggestivi brani, in cui le sonorità sintetiche ed elettroniche create da Massimo ben si sposano con suono antico eppur sempre attuale del sarod indiano: Holokolauko (che ho ribattezzato "Life is everywhere") e Garden. Purtroppo non c'è stato il tempo per continuare questo progetto, che sono sicuro avrebbe dato sempre migliori risultati: nel 1999 Massimo è morto prematuramente, stroncato da un tumore.
Sono comunque felice di aver potuto collaborare con lui e suonare il sarod per queste composizioni, che ancor oggi trovo molto interessanti e con un fascino particolare.

Per l'occasione ho realizzato due nuovi mixaggi dei brani originali, apportando alcuni tagli e aggiungendo qualche effetto: non avendo a disposizione le tracce separate, ho dovuto lavorare sul master finale, con tutti i limiti che ciò comporta.
Ho poi voluto completare questo omaggio a Massimo inserendo i brani su due video elaborati con mia moglie Silvia Refatto.

HOLOKOLAUKO (Life is Everywhere)

GARDEN

RICCARDO MISTO PLAYS JOHN MCLAUGHLIN

FLOATING SAROD


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Indian Music SAROD PAGE
i
info@nadayoga.it cell. +39 328 2074908 * cell. +39 340 5415084 * Tel.+39 049 600491 * Via T. Vecellio 77, 35132 Padova (Italy)

“Shakti Reloaded” è un progetto musicale centrato sul repertorio della storica formazione “Shakti” di John McLaughlin. E’ fondato sulle influenze hindustano-carnatiche, dove gli elementi di queste due culture si mescolano con le caratteristiche della musica occidentale (Jazz fusion).“Jugalbandi” sta a denominare un duetto musicale con due solisti. Il concerto di esordio di “Shakti Reloaded” avverrà il 18 settembre a Roma, presso Tar Music Shop, con la partecipazione della rinomata violinista indiana Dr.Lalitha Muthuswamy, nipote di L. Shenkar, il co-fondatore di Shakti con John McLaughlin. Alle tabla ci sarà Ed Feldman: studia tabla dal 2001 con il maestro Samir Chatterjee e ha trascorso molti anni a New York esibendosi in concerti di musica classica indiana così come medio-orientale e jazz. Ha anche soggiornato in India in 5 diverse occasioni dove ha approfondito la conoscenza della musica classica e ha tenuto dei concerti. Ogni brano sarà preceduto da una classica introduzione (Alaap) legata al Raga su cui si basa. Non poteva esserci certo migliore inaugurazione per questo progetto: sono grato a Lalitha che, in seguito all’invito rivoltomi di suonare con lei in occasione del suo tour europeo, ha accettato con entusiasmo la mia proposta. Ho scelto il Sarod, piuttosto che la chitarra, per non cadere in una sterile ripetizione, in una brutta copia di Shakti. Questo, nonostante il Sarod sia uno strumento estremamente difficile e impegnativo, soprattutto in un contesto indo-jazz fusion. Ma è una sfida personale stimolante, che mi trova perfettamente in sintonia con il pensiero di Lalitha Muthuswamy, musicista esperta nel repertorio carnatico ma al tempo stesso aperta alle sperimentazioni a 360 gradi (ha suonato con diversi musicisti occidentali, fra cui Guru Legendary Violinist Dr. L. Shenkar – Double violin, Mike Albert of Megadeth fame, Ustad Shahid Parvez, George Brooks, Miguel Chachowski, Carl Rathus, Fazal Qureshi, Pirpauke – Finnish band, Homayoun Sakhi – Rebab (Afganistan), Abbos Kosimov – Doyra (Uzbhekistan), Ricardo Averbach – Conductor Miami State Orchestra, Sameer Chaterji, Boschbela String Orchestra, SA, Tiruvalaputhur T. A. Kaliyamurthy, Tirupungur Muthukumaraswamy, Ronu Majumdar, Tarun Bhattacharya, Mannargudi Vasudevan, Abhijeeth Banerjee, Purbhayan Chaterjee, Quatre Bonne String Orchestra, Mauritius, Jazz Musician Reisa, Gaurav Majumdar, Tenor Boys, ecc.). https://www.facebook.com/pages/TarMusic-Shop-Strumenti-Musicali/165822423514368?ref=ts&fref=ts

Shakti Reloaded: La Danse du Bonheur (R.Misto, sarod; Ed Feldman, tabla)
Shakti Reloaded: Lotus Feet/ Darbari Kanada: R. Misto. sarod; Ed Feldman, tabla

Riccardo Misto & Arnab Chowdhury
STHIRATA su SOUNCLOUD
Traccia di tastiere composta e registrata dal musicista e musicoterapeuta indiano Arnab B. Chowdhury a Pondicherry.
Improvvisazioni al Sarod aggiunte da Riccardo Misto a Padova.
Sthirata in sanscrito significa stabilità, calma, fermezza.
Keyboard track composed and recorded by indian musician and musictherapist Arnab B. Chowdhury in Pondicherry. Sarod improvisation added by Riccardo Misto in Padova (Italy).Sthirata from sanscrit means stability, calm.


Riccardo Misto suona John McLaughlin: sette composizioni al Sarod R Riccardo Misto plays John McLaughlin: seven pieces on Sarod
Il progetto è nato casualmente, guardando un filmato su youtube, dove John McLaughlin suonava Lotus Feet con Paco de Lucia: avevo in mano il sarod e ho provato a suonarci sopra il tema. L’effetto mi pareva buono e così ho cominciato a lavorare per realizzare una base su cui eseguire l’intero brano. L’alternativa consisteva nel partire ex novo con una base personale, oppure formare una nuova versione utilizzando e adattando le tracce già esistenti. Ho scelto questa seconda possibilità, che mi pareva più stimolante e interessante. Ho preso allora degli spezzoni dalla registrazione di Remember Shakti (il CD dove Hariprasad Chaurasia suonava il bansuri). Ho dovuto tagliare e incollare scegliendo i momenti in cui, possibilmente, ci fosse solo una base di tabla e chitarra, duplicarla e creare così una traccia principale, dove ho poi aggiunto una pista di chitarra 12 corde con l’arpeggio del tema. Quindi con il sarod ho eseguito il tema e un’improvvisazione. All'inizio del brano ho inserito la voce di John McLaughlin "I'm dancing at the feet of my Lord- all is bliss-all is bliss" (sto danzando ai piedi del mio Signore-tutto è beatitudine), dal primo CD Shakti del 1975, dove compariva appunto "Lotus Feet".
Il video che ho poi realizzato è composto da immagini "indiane" a me particolarmente care: una serie di Ganesh che suonano diversi strumenti, ricavati dalle foto che ho scattato in casa del mio maestro di sarod Partho Sarothy a Calcutta ; immagini tratte dal mio soggiorno a Puri (Orissa), con foto e filmati del Tempio del Sole a Konark; un filmato di una danzatrice "Odissi" di Bubaneshwar (sempre Orissa);immagini della divinità Jagannatha e di varie celebrazioni religiose. Vi sono poi brevi spezzoni presi da un mio concerto con il gruppo jugalbandi Sapna, qualche immagine di sarod di una pubblicità trovata in un negozio di Calcutta e qualche immagine di McLaughlin presa dall'album Shakti. Tutta l'atmosfera del video è strettamente legata ad aspetti culturali e religiosi dell'india, in considerazione dello spirito che permea il brano Lotus feet.




Visto il buon risultato di questo primo esperimento, ho cercato altri brani di John McLaughlin dove fosse possibile estrapolare delle porzioni di traccia e manipolarle in modo da realizzare una base su cui suonare il sarod. La cosa presentava dei problemi non indifferenti: in primo luogo la tonalità. Essendo il sarod accordato in Do, bisognava trovare delle composizioni che fossero tonalmente compatibili. Molti brani di Shakti, ad esempio, sono in Mi. Questo ha comportato la necessità di trasportare la tonalità in Fa, in modo da renderla più adatta al sarod. Con un processo digitale ho così trasformato la base originale: questo è avvenuto con Peace of mind (dal CD Shakti, “Natural Elements”). Per questo brano ho lasciato integrale la registrazione, limitandomi ad aggiungere uno swaramandal (arpa), un tappeto di chitarra elettrica con molto reverbero,un arpeggio sempre di chitarra, un campanello tibetano e alcuni suoni naturali (cicale e uccelli). Il video ha il sottotitolo sanscrito "Chittavrittiniroda", che significa "soppressione della fluttuazione della mente": per Patanjali questa è la definizione stessa di "Yoga". Le immagini centrali mostrano diverse figure, in atteggiamento meditativo nella classica posizione del loto, sotto un albero secolare, a rapprsentare simbolicamente lo stato di pace mentale che porta all'illuminazione. Con riguardo alla "mente" e al pensiero, vi è anche un riferimento naturale all'aforisma di Gautama Buddha:
"Tutto ciò che siamo è il risultato di quel che abbiamo pensato. Se un uomo parla o agisce con un pensiero malvagio il dolore lo segue. Se un uomo parla o agisce con un pensiero puro, la felicità lo segue, come un'ombra che non lo lascerà mai."
Il trasformarsi e compenetrarsi progressivo delle figure sta poi a simboleggiare la consapevolezza che siamo un tutt'uno e non esiste separazione. Ringrazio tutti i miei colleghi di lavoro che gentilmente hanno acconsentito all'utilizzo della loro immagine.



Per Zakir ho messo assieme tre differenti versioni del brano: come parte introduttiva ho scelto quella con la chitarra di John dal CD “Remember Shakti”,elaborandola in modalità "reverse" e mixandola poi con una porzione della registrazione con Katia Labeque al piano (dal CD "The Mediterranean"/Duos for Guitar & Piano" del 1990). Quindi il brano prosegue con una base di tabla campionate su cui ho registrato una chitarra 12 corde che esegue i due accordi su cui si svolge l’improvvisazione del sarod. Come coda finale ho inserito un’ulteriore versione del tema, presa dal CD “Making Music”, col flauto di Chaurasia, mixata con una porzione della versione per piano. Presentando le varie versioni delle piccole differenze di intonazione, è stato necessario un preciso lavoro di fine tuning digitale per rendere omogeneo il tutto.
Il video che commenta il brano è dedicato principalmente al tablista Zakir Hissain, cui è stato dedicata la composizione: oltre a numerose immagini di repertorio di Zakir con altri musicisti e personalità (fra cui Ravi Shankar, Hariprasad Chaurasia, il Dalai Lama, ecc.) compaiono estratti di video con la pianista Katia Labeque e Mc Laughlin e un saluto finale del gruppo Shakti dopo il concerto eseguito in Italia a Modena nel 2006.



La Danse du Bonheur (dal CD Shakti “A hand full of beauty”) ha presentato gli stessi problemi di trasposizione di tonalità (da Mi a Fa). Per la parte dell’improvvisazione ho creato una nuova struttura con le tabla estratte da una registrazione live inedita di Zakir Hussain con L. Shankar, alla cui fine si riallaccia la base originale, con un finale leggermente modificato grazie alla sovrapposizione di due diverse porzioni, con un thiai ripetuto per le classiche tre volte. Su tutto il brano ho poi aggiunto un bordone di synt e una ritmica con la 12 corde. L’intero brano è stato infine leggermente rallentato, per rendere più agevole l’esecuzione sul sarod. Sempre per motivi di miglior diteggiatura è stata cambiata una nota in un passaggio particolarmente complicato per la struttura del sarod.Le immagini del video sono tratte dal film "Jalsagar" del 1958 (The Music Room, La sala della musica), del regista indiano Satyajit Ray



Meeting of the Spirits (dal CD “The Inner Mountain Flame”) è stato trasportato dalla tonalità originale di Fa# in Sol, sempre per esigenze di diteggiatura sul sarod. Sono state estrapolate e mixate diverse sezioni del brano originale, con l’aggiunta di segmenti suonati “a rovescio”, il più lungo dei quali è presente in tutta la porzione dei due “soli”, conferendo un particolare effetto di tensione e pathos. Sono state poi aggiunte tracce di 12 corde con l’arpeggio base, di sarod per un “ostinato” originalmente suonato dal violino, una registrazione di batteria e diverse piste con effetti ricchi di riverbero ed echi.
Il video che commenta il brano è ispirato al tema di una simbolica seduta spiritica, in cui vengono evocate le figure (passate a miglior vita) più rappresentative del background artistico e culturale di McLaughlin (Jimi Hendrix, John Coltrane, Joseph Zawinul, Wess Montgomery, Ramana Maharshi, Miles Davis). Figure che appartengono anche al mio vissuto personale.



Making Music, brano dall’omonimo CD di Zakir Hussain, è stato elaborato estrapolando una parte iniziale e una finale col tema: si è cambiata la tonalità originale di Mi in Fa, e nel mezzo è stata inserita una traccia campionata di tabla (riadattata nella velocità) per un breve solo di sarod. A tutta la song è stata aggiunta una base di tanpura, estratta da un CD di Shivkumar Sharma, trasportata digitalmente dalla tonalità originale di RE a Fa.Le immagini del video sono state realizzate usando un software per la trasformazione del segnale acustico in modello grafico.




The Wish (dal CD “The Promise” con il sitar di Nishat Khan, le tabla di Zakir Hussain e la batteria di Trolok Gurtu) è stata abbassata di ½ tono portandola così al Do del sarod: per l’intro e il finale ho aggiunto le sonorità delle onde marine prese dal mio brano “Mykonos” (dal CD “Giochi d’acqua” del 1992), molto simili a quelle. Il bordone di fondo è stato realizzato moltiplicando una breve porzione di synt che è stato possibile estrarre dal brano originale, più un campionamento di tanpura sul raga “Yaman”, dal CD “Tribute to Australia” del saroddista Partho Sarothy di Calcutta. Per la sezione del solo è stata creata una traccia con tabla campionate (aumentando la velocità per renderla omogenea col tempo della song) a cui si sovrappongono le tabla suonate e registrate in diretta da un tablista indiano che ha voluto rimanere anonimo.
Il video, ultimo in ordine di realizzazione della serie dedicata al sarod e alle composizioni di John McLaughlin, vede la straordinaria e gentile partecipazione proprio di Partho Sarothy e del suo allievo austriaco Alex Stroganov, miei ospiti durante il breve soggiorno italiano in occasione dei due concerti tenuti a Dueville (VI) e a Padova il 5 e 6 maggio 2008.
La realizzazione del video è stata piuttosto complessa, dal momento che ho dovuto tagliare e montare diverso materiale audio video registrato a casa mia in un giorno di riprese. Ho aggiunto le mie parti di sarod in seguito e il risultato finale mi sembra abbastanza buono.
Ringrazio di cuore Partho Sarothy per aver accettato questo “esperimento” che si discosta dalla tradizionale musica classica indiana, ma che anche lui sente come un interessante modo per costruire un effettivo dialogo e arricchente scambio fra le due culture musicali dell’oriente e dell’occidente. L’augurio è di poter proseguire e perfezionare questa collaborazione: i brevi flash in cui mi si vede suonare la batteria sono in un certo qual modo un’anticipazione di un progetto che, se tutto procederà, potrebbe costituire un interessante e valido sviluppo in tema di integrazione musicale.




Per ogni brano ho infine realizzato un filmato, con immagini e video ispirate alla composizione musicale. A completare il progetto ho poi registrato una breve introduzione per ogni brano, nella forma dell’Alaap classico della musica indiana, basato sulla scala utilizzata e quindi su di un Raga corrispondente. Per ognuno di questi “preludi” ho utilizzato la tonica naturale del mio sarod, in Do. Queste introduzioni saranno pubblicate separatamente in altrettanti video.


REMEMBER MASSIMO: Riccardo Misto suona Massimo Perin

FLOATING SAROD: Music in the clouds


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Indian Music Partho Sarothy


info@nadayoga.it cell. +39 328 2074908 * cell. +39 340 5415084 * Tel.+39 049 600491 * Via T. Vecellio 77, 35132 Padova (Italy)
Partho Sarothy è uno dei migliori giovani musicisti dell’india e le sue interpretazioni al Sarod (liuto indiano di origine afgana) sono veramente una sinfonia di serenità, incarnando la vera eredità della musica Hindustani (del Nord India), basata sul Raga. Il suo virtuosismo al sarod fa della sua esplorazione del Raga un esercizio in Amonia e Tranquillità, e il suo approccio serio e meditativo permette alla sua musica di librarsi letteralmente verso vette di realizzazione mai raggiunte. Iniziato allo strumento da suo padre, che fu discepolo di Pandit Radhika Mohan Maitra, Partho ha poi proseguito avendo come maestro Ustad Dhyanesh Khan, figlio e allievo di Ustad Ali Akhbar Khan. Dal 1980 è diventato allievo del Pandit Ravi Shankar. Partho Sarothy si è esibito nei principali festival in tutto il mondo.

E’ nato nel 1960 a Calcutta (Bengala) in una famiglia di musicisti khyal. A sedici anni ha vinto il concorso nazionale di musica strumentale bandito da All India Radio: questo importante premio gli ha permesso di diventare studente del famoso Ravi Shankar all’età di diciotto anni.

Attualmente, ancora allievo di questo incredibile maestro, suona e si esibisce intensivamente con lui in India, Europa e negli USA.

Partho Sarothy suona in uno stile molto personale, sostenuto da una grande ispirazione. Ha anche sviluppato una sua propria ditteggiatura, che conferisce alla sua sonorità una notevole firma.

Con questa lunga e illustre serie di guru quali maestri e grazie ad un’innata sensibilità, la musica di Partho Sarothy è una vera sinfonia di serenità. Partho risiede a Calcutta, la Mecca culturale dell’India. Si è esibito negli ultimi 30 anni in India e in tutto il mondo. Suona regolarmente in Europa e negli U.S.A. ogni anno. In India ha dato concerti nei principali festival musicali come Dover Lane a Calcutta, al Savai Gandharva festival di Pune, al Music Academy Festival di Chennai. Ha suonato alla Royal Albert Hall a Londra (partecipando fra l’altro al memorabile concerto in ricordo di George Harrison con Eric Clapton, la figlia di Ravi Shankar e con i più famosi musicisti indiani), al Cremino a Mosca e in numerosi altri teatri in India e all’estero.


Alcune recensioni:
“…melodica eccellenza e qualità totale…” (The Times of India, Ahamedabad)
“Uno dei più promettenti suonatori di sarod in India (Kuensel, Germania)
“Un brillante giovane artista…” (The Hindu, Chennai)
“…Le splendide acrobazie di note e il non precipitos modo con cui sviluppa il raga rivelano la sua aderenza allo stile classico.” (The Statesman, New Delhi)
“ …Immensa profondità musicale e fascino.” (The Indian Express, Ahamedabad)
“…assolutamente brillante.” (The Times of India, Calcutta)


Asia Europe - Balance Raga
La nuova musica dell’equilibrio a Padova

Con il patrocinio del Comune di Padova, del Consiglio di quartiere 5 Sud-Ovest e dell'Assessorato alla Cultura (Circuito RAM)
Asia Europe – Balance Raga è un evento organizzato dalle Associazioni Miles, Armon Project e Saptak India, in programma giovedì 28 ottobre 2010 alle ore 21.00 presso il Piccolo Teatro Don Bosco in via Asolo 2, a Padova.

Lo spettacolo unisce in modo nuovo il raga della musica classica indiana con l’improvvisazione jazz, la danza contemporanea e la cultura internazionale, nello spirito dell’incontro e collaborazione di artisti di diversa provenienza.
Il progetto, elaborato nel tempo dal multistrumentista e musicoterapeuta Riccardo Misto, nasce dal suo amore per la musica orientale, che lo ha portato a confrontarsi con alcuni fra gli artisti più rappresentativi dell’India contemporanea, introducendodelle innovazioni stilistiche che rendono ancor più vitale e stimolante l’antico patrimonio musicale, di oltre 5000 anni.
Dopo aver proposto nel 2009 l’inserimento della batteria e del Canto Armonico nell’esecuzione della musica classica indiana (nel concerto con Partho Sarothy a Palazzo Zuckermann), e l’arte delle tabla fuse al cajon sudamericano e ai liuti afghani,arabi, cinesi e indiani (nel concerto Open Music al Piccolo Teatro, con Nihar Mehta), ora presenta la chitarra elettrica, lo strumento più caratteristico della moderna musica occidentale.
Il programma prevede una prima parte, con l’esecuzione di un Raga nella tradizione della musica classica del Nord India, affidata al sarod di Partho Sarothy (Calcutta, India) e a Nihar Mehta, tablista indiano residente a Nizza, Francia, con i padovani Riccardo Misto e Silvia Refatto alla tanpura.
Nella seconda parte, il palcoscenico del Piccolo si trasformerà in un laboratorio alchemico di scambio e fusione fra stili e generi diversi, con l’introduzione della chitarra di Misto a dialogare col sarod e le tabla, alla ricerca di un equilibrio espressivo che verrà simbolicamente rappresentato dalla danza del coreografo ballerino Rimi Cerloj, residente a Padova, originario di Durrës, Albania, protagonista nelle opere Notre Dame de Paris e Giulietta e Romeo (musiche di Riccardo Cocciante), e Tosca (musiche di Lucio Dalla).

L’ intento del progetto è quello di favorire lo scambio interculturale europeo con le realtà artistiche di altri continenti, dimostrando come, ricercare nuove direzioni e andare oltre l’espressione culturale ristretta e settoriale legata alla propria tradizione, sia proficuo per moderne forme di espressioni collaborative e portatore di stimolanti suggestioni musicali.
Sono queste le occasioni e i valori che arricchiscono il potenziale comunicativo degli artisti e che facilitano il veicolo del loro messaggio etico fondamentale, cioè quello di trasmettere la conoscenza e formare le coscienze al superamento delle diversità razziali, in una società che sempre più si orienta verso la multi etnicità e alla difesa dei valori del dialogo pacifico fra i popoli


Partho Sarothy è stato allievo del grande Ravi Shankar, il sitarista che ha reso popolare la musica classica indiana presso il vasto pubblico occidentale, grazie anche alla mediazione del compianto George Harrison, il Beatle mistico, amante della cultura indiana e anch’egli suo allievo. A Calcutta, mecca culturale dell’India, ha dato concerti nei principali Festival musicali come Dover Lane, al Savai Gandharva Festival di Pune, al Music Academy Festival di Chennai. Si è esibito negli ultimi 30 anni in tutto il mondo suonando in Europa e negli USA riscuotendo sempre un grande successo grazie alla sua profonda sensibilità e maestria espressiva. Risiede a Calcutta, in India.

Nihar Mehta discende da una delle più importanti e rispettate famiglie di filosofi e musicisti di Ahmedabad. Suo bis-nonno, Sri Divan Bahadur Narmadashankar Mehta, fu un filosofo Vedanta ampiamente riconosciuto in India. Suo nonno, Sri Yashodar Mehta, fu avvocato ed eminente filosofo, romanziere ed astrologo. E’ stato allievo di Pt. Kishan Maharaji, grande maestro dello stile “Benares Gharana”. Ha collaborato a importanti progetti internazionali e ha fondato l’Associazione Saptak India e il sito Tabla in Europe. Attualmente insegna regolarmente tabla in Europa, Torino e Roma.Risiede a Nizza, in Francia.

Riccardo Misto, ha già suonato assieme a Partho Sarothy (che ha fatto conoscere e apprezzare al pubblico italiano) e ai tablisti Apurbo Mukherjee, Nihar Mehta, Arup Sen Gupta e Angshubha Banerjee: con quest'ultimo ha in programma la registrazione di un CD, che avverrà a Calcutta il prossimo inverno, basato proprio su un nuovo progetto di collaborazione east-west, con musicisti indiani. Versatile polistrumentista, musicoterapeuta esperto di Yoga del Suono e Canto Armonico, ha studiato chitarra jazz con Larry Coryell, uno dei pionieri
della moderna fusion.Vive a Padova, in Italia.

Silvia Refatto stilista, designer di moda, performer e musicista, ricerca evoluzioni sociali e di costume nella realtà multietnica internazionale. Opera nella realizzazione di espressioni artistiche interculturali con varie associazioni, in città italiane e straniere. Studia tematiche correlate alle interferenze estetiche, etiche e sociali della bellezza e della femminilità, nelle varie forme di espressione nel mondo, soprattutto orientale. Lavora alla realizzazione di una linea stilistica etica, per sostenere l’opera di organizzazioni umanitarie. Dedica all’arte e alla ricerca culturale la sua esperienza professionale. Vive a Padova, in Italia.

Rimi Cerloj ballerino, coreografo, modello e cantante, ha una formazione in danza classica, moderna, hip hop e acrobatica. Ha lavorato con famose compagnie artistiche internazionali dove ha ricoperto ruoli solistici per l’opera teatrale, musicale e televisiva. Dopo Notre Dame de Paris e Giulietta e Romeo (musiche di Riccardo Cocciante), e Tosca (musiche di LucioDalla), è stato ballerino e cantante a Domenica In con Pippo Baudo. Diretto artisticamente da coreografi come Micha Van Hoecke e Caterina Feliccioni, ha lavorato con artisti di diversogenere ed etnia. Originario di Durrës, Albania, attualmente vive a Padova, in Italia.

Valentina Soncin ballerina, Ha studiato in Italia Europa Asia: danza classica, danza contemporanea, danza jazz e canto. Lavora nel teatro, cinema, moda, pubblicità e al benessere dedicando la sua ricerca alla danza terapia, al movimento inteso come comunicazione della persona ed espressione delle emozioni inconsce e profonde. Attualmente impegnata con la compagnia FABULA SALTICA di Rovigo, ha danzato in GIULIETTA E ROMEO regia e coreografia Micha van Hoeke dove incontra Rimi Cerloj e continuano a collaborare danzando assieme in NOTRE DAME DE PARIS musiche di Riccardo Cocciante, regia e coreografia Martino Muller e in TOSCA AMORE DISPERATO MUSICHE Lucio Dalla , coreografia Daniel Ezralow e nel film IAGO




PARTHO SAROTHY - Veneto Tour novembre 2009
Tre eccezionali concerti di musica classica indiana e un seminario con uno dei più grandi virtuosi di sarod, Partho Sarothy da Calcutta.
Alle tabla Arup Sengupta, alle tanpura Silvia Refatto e Riccardo Misto, che introdurrà il Canto Armonico (overtones singing) nel Raga classico indiano.

VAI ALLA GALLERIA FOTOGRAFICA
CONCERTO: 20 novembre '09 a Padova
ore 21.00 presso LA CASA AZZURRA, via Anconitano 1 (zona Guizza).
mappa
Posto unico € 10

CONCERTO: 21 novembre '09 a Vittorio Veneto
ore 20.30 pressoAuditorium Patronato Costantini, P.zza XI febbraio (affianco Duomo). Concerto in ricordo di Sri Ranajit organizzato da Aurobindo Yoga Sadhana.
Ingresso gratuito, riservato ai soli soci

SEMINARIO: 22 novembre '09 a Vittorio Veneto: FONDAMENTI DELLA MUSICA CLASSICA INDIANA CON APPLICAZIONI PRATICHE SU STRUMENTI INDIANI E/O OCCIDENTALI
a Vittorio Veneto, presso la sala dell'Area Fenderl , via Del Meril 13
mappa
orario: 9.30-12.30 / 15.00/18.00
Partecipazione € 50

CONCERTO:23 novembre '09 a Vicenza, Marano Vicentino
ore 21.00 presso Cooperativa Culturale-Cinema Campana Soc. Coop.
Via Vittorio Veneto, 2
36035 Marano Vicentino (VI)
Posto unico € 10
organizzato da ASSOCIAZIONE “SURYA-CHANDRA”- CENTRO OLISTICO



Partho Sarothy
in concert
Indian Classical Music
2009 Italian Tour

Giovedì 6 agosto Padova, Palazzo Zuckermann, (Corso G.Garibaldi 33 ) -
ore 21.15(In caso di pioggia: Auditorium Centro Altinate, via Altinate)
Venerdì 7 agosto Vittorio Veneto (TV) Castello di Serravalle (via Roma, 21) - ore 20.00
Sabato 8 agosto Varzi (loc. Crocetta 8 – PV), Casa Ganesh Agriturismo - ore 21.00

GLI SPETTACOLI AVRANNO LUOGO ANCHE IN CASO DI PIOGGIA
Vista la grande attesa per l’evento, si consiglia di prenotare i biglietti presso: Gabbia Dischi, Alea Centro Giotto, Coin Ticketstore, Ufficio Turismo Galleria Pedrocchi.
The New Times of India
Drums & Tabla Connection

In questo breve tour italiano Partho Sarothy strutturerà i suoi concerti suonando una prima parte nella tradizione classica, accompagnato dalle tabla e dalla tanpura. Nella seconda parte verrà presentato in anteprima assoluta per l’Italia il set sperimentale del progetto di Riccardo Misto “Drums & Tabla Connection”, che vede l’introduzione del set di batteria nel contesto del Raga classico.

Principio di base del progetto è l’attuazione dello scambio interculturale fra l’approccio musicale occidentale e orientale, con particolare rilievo all’area del subcontinente indiano.
Da molti anni ormai la musica hindustana e carnatica (Nord e Sud India) gioca un ruolo importante nel costante processo di fusione con l’occidente: dai primi timidi richiami presenti negli anni ‘60 in alcuni brani di gruppi pop come i Beatles, i Beach Boys e i Rolling Stones, fino alle più mature e articolate contaminazioni in chiave jazz operate dal pioniere della fusion, il chitarrista scozzese John McLaughlin, con le sue varie formazioni del gruppo Shakti e recentemente con le registrazioni effettuate a Chennai valendosi delle nuove leve dei musicisti indiani, si è visto sempre più chiaramente come lo scambio fra le due culture sia altamente proficuo e stimolante: tutto questo fermento innovativo emerge chiaramente dalle registrazioni contenute nel recente CD “Floating Point”, dove si possono ascoltare le affascinanti contaminazioni east-west.
La sostanziale novità del moderno dialogo musicale fra l’occidente e l’India è data dalla grande padronanza che oggi alcuni musicisti indiani mostrano con le strutture armoniche tipiche dell’occidente, pur mantenendo costante e vivo il legame con le radici classiche del “raga”. Possiamo dire che attualmente il dialogo fra i due mondi è più equilibrato e completo: se fino a poco tempo fa erano i musicisti indiani ad “insegnare” e ad essere motivo di ispirazione, ora assistiamo ad un loro maggior interesse per la nostra cultura e i nostri strumenti: a partire dal tipico “drum set” (la batteria), passando per le tastiere synth e all’adattamento e modernizzazione di altri già in uso (la chitarra e il sitar, nella nuovissima veste di zitar , elettrificato e suonato con uno stile molto vicino alla chitarra elettrica).
Sulla scorta di questo clima di mescolanza e reciproca influenza, il progetto “The New Times of India” promuove l’incontro e lo scambio culturale partendo proprio da quello strumento, la batteria, che fra tutti è il più lontano dalla tradizione indiana (fortemente radicata nelle percussioni tipiche quali le tabla, il mridangam, il gatham e il pakhawaj) ma che sta sempre più interessando i musicisti indiani più sensibili alla contaminazione fra le due culture.

La proposta musicale si concretizza nel progetto "Drums & Tabla Connection", dove il classico Raga indiano viene arricchito e sviluppato con l'inserimento della batteria, in costante dialogo e interazione con le tabla. In questo modo, pur nel rispetto della tradizione classica, si allargano le possibilità espressive, amalgamando due diverse tipologie percussive e creando così un ulteriore ponte tra oriente e occidente.
La batteria è il motore propulsivo della musica occidentale (sia essa pop, rock o jazz), e la sua integrazione nel contesto del Raga classico permette all’ascoltatore occidentale di comprendere e gustare meglio le complesse strutture ritmiche che si snodano nel corso dell’esecuzione.







Leggi l'intervista/Read the interview

Partho Sarothy ha suonato a Padova martedì 6 maggio 2008 alle ore 21.00 al Cinema Porto Astra a Padova, accompagnato alle tabla da Apurbo Mukherjee (affermato tablista di Calcutta) e alla tampura da Alex Stroganov e Riccardo Misto, suoi allievi europei. L'evento è stato organizzato dall'Associazione ARMON in collaborazione con Promovies.


PARTHO SAROTHY: RAGA CHARUKESHI, Padova 6 maggio 2008


ASCOLTA : Raga Charukeshi,eseguito il 16 Gennaio 1993 a Kolkata (tabla:Anando Gopal Bandopadhyay)
Partho Sarothy con Shujaat Khan: Raga Yaman


Partho Sarothy ha suonato a Padova giovedì 7 giugno alle ore 21.00 al Cinema Porto Astra a Padova, accompagnato alle tabla da Angshubha Banerjee (un brilliante musicista di Calcutta) e alla tampura da Alex Stroganov e Riccardo Misto, suoi allievi europei. L'evento è stato organizzato dall'Associazione ARMON in collaborazione con Promovies.





Partho Sarothy, Raag Jogeshwari, part 1: alaap and johr


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Indian Music Sapna

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Jugalbandi di musica classica indiana
il 18. 03. 06 al Teatro di Minerbio (BO) in collaborazione con l’Academy of Indian Classical Music - Benares: il ricavato del concerto è stato devoluto alla causa per la fondazione di una scuola di musica in India, per i bambini non abbienti.Il concerto è stato replicato in occasione della rassegna “La seta e il cotone” il 15.07.06 presso il Chiostro della Chiesa di S.Martino a Bologna. L’ensamble (jugalbandi) di musica classica indiana Sapna è formato da:

Paolo Avanzo: sitar
Alessandro Coccia: bansuri
Stefano Grazia: tabla
Riccardo Misto: sarod


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1 Settembre 2007


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