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Indian Music SAROD PAGE
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PARTHO SAROTHY ITALIAN TOUR 2018
Con Stefano Grazia (Tabla)
Riccardo Misto (Sarod) mercoledì 18 aprile a Bologna, Centro Yoga OM
giovedì 3 maggio a Padova, Centro yoga Manipura


“Shakti Reloaded” è un progetto musicale centrato sul repertorio della storica formazione “Shakti” di John McLaughlin. E’ fondato sulle influenze hindustano-carnatiche, dove gli elementi di queste due culture si mescolano con le caratteristiche della musica occidentale (Jazz fusion).“Jugalbandi” sta a denominare un duetto musicale con due solisti. Il concerto di esordio di “Shakti Reloaded” avverrà il 18 settembre a Roma, presso Tar Music Shop, con la partecipazione della rinomata violinista indiana Dr.Lalitha Muthuswamy, nipote di L. Shenkar, il co-fondatore di Shakti con John McLaughlin. Alle tabla ci sarà Ed Feldman: studia tabla dal 2001 con il maestro Samir Chatterjee e ha trascorso molti anni a New York esibendosi in concerti di musica classica indiana così come medio-orientale e jazz. Ha anche soggiornato in India in 5 diverse occasioni dove ha approfondito la conoscenza della musica classica e ha tenuto dei concerti. Ogni brano sarà preceduto da una classica introduzione (Alaap) legata al Raga su cui si basa. Non poteva esserci certo migliore inaugurazione per questo progetto: sono grato a Lalitha che, in seguito all’invito rivoltomi di suonare con lei in occasione del suo tour europeo, ha accettato con entusiasmo la mia proposta. Ho scelto il Sarod, piuttosto che la chitarra, per non cadere in una sterile ripetizione, in una brutta copia di Shakti. Questo, nonostante il Sarod sia uno strumento estremamente difficile e impegnativo, soprattutto in un contesto indo-jazz fusion. Ma è una sfida personale stimolante, che mi trova perfettamente in sintonia con il pensiero di Lalitha Muthuswamy, musicista esperta nel repertorio carnatico ma al tempo stesso aperta alle sperimentazioni a 360 gradi (ha suonato con diversi musicisti occidentali, fra cui Guru Legendary Violinist Dr. L. Shenkar – Double violin, Mike Albert of Megadeth fame, Ustad Shahid Parvez, George Brooks, Miguel Chachowski, Carl Rathus, Fazal Qureshi, Pirpauke – Finnish band, Homayoun Sakhi – Rebab (Afganistan), Abbos Kosimov – Doyra (Uzbhekistan), Ricardo Averbach – Conductor Miami State Orchestra, Sameer Chaterji, Boschbela String Orchestra, SA, Tiruvalaputhur T. A. Kaliyamurthy, Tirupungur Muthukumaraswamy, Ronu Majumdar, Tarun Bhattacharya, Mannargudi Vasudevan, Abhijeeth Banerjee, Purbhayan Chaterjee, Quatre Bonne String Orchestra, Mauritius, Jazz Musician Reisa, Gaurav Majumdar, Tenor Boys, ecc.). https://www.facebook.com/pages/TarMusic-Shop-Strumenti-Musicali/165822423514368?ref=ts&fref=ts

Shakti Reloaded: La Danse du Bonheur (R.Misto, sarod; Ed Feldman, tabla)
Shakti Reloaded: Lotus Feet/ Darbari Kanada: R. Misto. sarod; Ed Feldman, tabla

Riccardo Misto & Arnab Chowdhury
STHIRATA su SOUNCLOUD
Traccia di tastiere composta e registrata dal musicista e musicoterapeuta indiano Arnab B. Chowdhury a Pondicherry.
Improvvisazioni al Sarod aggiunte da Riccardo Misto a Padova.
Sthirata in sanscrito significa stabilità, calma, fermezza.
Keyboard track composed and recorded by indian musician and musictherapist Arnab B. Chowdhury in Pondicherry. Sarod improvisation added by Riccardo Misto in Padova (Italy).Sthirata from sanscrit means stability, calm.


Riccardo Misto suona John McLaughlin: sette composizioni al Sarod R Riccardo Misto plays John McLaughlin: seven pieces on Sarod
Il progetto è nato casualmente, guardando un filmato su youtube, dove John McLaughlin suonava Lotus Feet con Paco de Lucia: avevo in mano il sarod e ho provato a suonarci sopra il tema. L’effetto mi pareva buono e così ho cominciato a lavorare per realizzare una base su cui eseguire l’intero brano. L’alternativa consisteva nel partire ex novo con una base personale, oppure formare una nuova versione utilizzando e adattando le tracce già esistenti. Ho scelto questa seconda possibilità, che mi pareva più stimolante e interessante. Ho preso allora degli spezzoni dalla registrazione di Remember Shakti (il CD dove Hariprasad Chaurasia suonava il bansuri). Ho dovuto tagliare e incollare scegliendo i momenti in cui, possibilmente, ci fosse solo una base di tabla e chitarra, duplicarla e creare così una traccia principale, dove ho poi aggiunto una pista di chitarra 12 corde con l’arpeggio del tema. Quindi con il sarod ho eseguito il tema e un’improvvisazione. All'inizio del brano ho inserito la voce di John McLaughlin "I'm dancing at the feet of my Lord- all is bliss-all is bliss" (sto danzando ai piedi del mio Signore-tutto è beatitudine), dal primo CD Shakti del 1975, dove compariva appunto "Lotus Feet".
Il video che ho poi realizzato è composto da immagini "indiane" a me particolarmente care: una serie di Ganesh che suonano diversi strumenti, ricavati dalle foto che ho scattato in casa del mio maestro di sarod Partho Sarothy a Calcutta ; immagini tratte dal mio soggiorno a Puri (Orissa), con foto e filmati del Tempio del Sole a Konark; un filmato di una danzatrice "Odissi" di Bubaneshwar (sempre Orissa);immagini della divinità Jagannatha e di varie celebrazioni religiose. Vi sono poi brevi spezzoni presi da un mio concerto con il gruppo jugalbandi Sapna, qualche immagine di sarod di una pubblicità trovata in un negozio di Calcutta e qualche immagine di McLaughlin presa dall'album Shakti. Tutta l'atmosfera del video è strettamente legata ad aspetti culturali e religiosi dell'india, in considerazione dello spirito che permea il brano Lotus feet.




Visto il buon risultato di questo primo esperimento, ho cercato altri brani di John McLaughlin dove fosse possibile estrapolare delle porzioni di traccia e manipolarle in modo da realizzare una base su cui suonare il sarod. La cosa presentava dei problemi non indifferenti: in primo luogo la tonalità. Essendo il sarod accordato in Do, bisognava trovare delle composizioni che fossero tonalmente compatibili. Molti brani di Shakti, ad esempio, sono in Mi. Questo ha comportato la necessità di trasportare la tonalità in Fa, in modo da renderla più adatta al sarod. Con un processo digitale ho così trasformato la base originale: questo è avvenuto con Peace of mind (dal CD Shakti, “Natural Elements”). Per questo brano ho lasciato integrale la registrazione, limitandomi ad aggiungere uno swaramandal (arpa), un tappeto di chitarra elettrica con molto reverbero,un arpeggio sempre di chitarra, un campanello tibetano e alcuni suoni naturali (cicale e uccelli). Il video ha il sottotitolo sanscrito "Chittavrittiniroda", che significa "soppressione della fluttuazione della mente": per Patanjali questa è la definizione stessa di "Yoga". Le immagini centrali mostrano diverse figure, in atteggiamento meditativo nella classica posizione del loto, sotto un albero secolare, a rapprsentare simbolicamente lo stato di pace mentale che porta all'illuminazione. Con riguardo alla "mente" e al pensiero, vi è anche un riferimento naturale all'aforisma di Gautama Buddha:
"Tutto ciò che siamo è il risultato di quel che abbiamo pensato. Se un uomo parla o agisce con un pensiero malvagio il dolore lo segue. Se un uomo parla o agisce con un pensiero puro, la felicità lo segue, come un'ombra che non lo lascerà mai."
Il trasformarsi e compenetrarsi progressivo delle figure sta poi a simboleggiare la consapevolezza che siamo un tutt'uno e non esiste separazione. Ringrazio tutti i miei colleghi di lavoro che gentilmente hanno acconsentito all'utilizzo della loro immagine.



Per Zakir ho messo assieme tre differenti versioni del brano: come parte introduttiva ho scelto quella con la chitarra di John dal CD “Remember Shakti”,elaborandola in modalità "reverse" e mixandola poi con una porzione della registrazione con Katia Labeque al piano (dal CD "The Mediterranean"/Duos for Guitar & Piano" del 1990). Quindi il brano prosegue con una base di tabla campionate su cui ho registrato una chitarra 12 corde che esegue i due accordi su cui si svolge l’improvvisazione del sarod. Come coda finale ho inserito un’ulteriore versione del tema, presa dal CD “Making Music”, col flauto di Chaurasia, mixata con una porzione della versione per piano. Presentando le varie versioni delle piccole differenze di intonazione, è stato necessario un preciso lavoro di fine tuning digitale per rendere omogeneo il tutto.
Il video che commenta il brano è dedicato principalmente al tablista Zakir Hissain, cui è stato dedicata la composizione: oltre a numerose immagini di repertorio di Zakir con altri musicisti e personalità (fra cui Ravi Shankar, Hariprasad Chaurasia, il Dalai Lama, ecc.) compaiono estratti di video con la pianista Katia Labeque e Mc Laughlin e un saluto finale del gruppo Shakti dopo il concerto eseguito in Italia a Modena nel 2006.



La Danse du Bonheur (dal CD Shakti “A hand full of beauty”) ha presentato gli stessi problemi di trasposizione di tonalità (da Mi a Fa). Per la parte dell’improvvisazione ho creato una nuova struttura con le tabla estratte da una registrazione live inedita di Zakir Hussain con L. Shankar, alla cui fine si riallaccia la base originale, con un finale leggermente modificato grazie alla sovrapposizione di due diverse porzioni, con un thiai ripetuto per le classiche tre volte. Su tutto il brano ho poi aggiunto un bordone di synt e una ritmica con la 12 corde. L’intero brano è stato infine leggermente rallentato, per rendere più agevole l’esecuzione sul sarod. Sempre per motivi di miglior diteggiatura è stata cambiata una nota in un passaggio particolarmente complicato per la struttura del sarod.Le immagini del video sono tratte dal film "Jalsagar" del 1958 (The Music Room, La sala della musica), del regista indiano Satyajit Ray



Meeting of the Spirits (dal CD “The Inner Mountain Flame”) è stato trasportato dalla tonalità originale di Fa# in Sol, sempre per esigenze di diteggiatura sul sarod. Sono state estrapolate e mixate diverse sezioni del brano originale, con l’aggiunta di segmenti suonati “a rovescio”, il più lungo dei quali è presente in tutta la porzione dei due “soli”, conferendo un particolare effetto di tensione e pathos. Sono state poi aggiunte tracce di 12 corde con l’arpeggio base, di sarod per un “ostinato” originalmente suonato dal violino, una registrazione di batteria e diverse piste con effetti ricchi di riverbero ed echi.
Il video che commenta il brano è ispirato al tema di una simbolica seduta spiritica, in cui vengono evocate le figure (passate a miglior vita) più rappresentative del background artistico e culturale di McLaughlin (Jimi Hendrix, John Coltrane, Joseph Zawinul, Wess Montgomery, Ramana Maharshi, Miles Davis). Figure che appartengono anche al mio vissuto personale.



Making Music, brano dall’omonimo CD di Zakir Hussain, è stato elaborato estrapolando una parte iniziale e una finale col tema: si è cambiata la tonalità originale di Mi in Fa, e nel mezzo è stata inserita una traccia campionata di tabla (riadattata nella velocità) per un breve solo di sarod. A tutta la song è stata aggiunta una base di tanpura, estratta da un CD di Shivkumar Sharma, trasportata digitalmente dalla tonalità originale di RE a Fa.Le immagini del video sono state realizzate usando un software per la trasformazione del segnale acustico in modello grafico.




The Wish (dal CD “The Promise” con il sitar di Nishat Khan, le tabla di Zakir Hussain e la batteria di Trolok Gurtu) è stata abbassata di ½ tono portandola così al Do del sarod: per l’intro e il finale ho aggiunto le sonorità delle onde marine prese dal mio brano “Mykonos” (dal CD “Giochi d’acqua” del 1992), molto simili a quelle. Il bordone di fondo è stato realizzato moltiplicando una breve porzione di synt che è stato possibile estrarre dal brano originale, più un campionamento di tanpura sul raga “Yaman”, dal CD “Tribute to Australia” del saroddista Partho Sarothy di Calcutta. Per la sezione del solo è stata creata una traccia con tabla campionate (aumentando la velocità per renderla omogenea col tempo della song) a cui si sovrappongono le tabla suonate e registrate in diretta da un tablista indiano che ha voluto rimanere anonimo.
Il video, ultimo in ordine di realizzazione della serie dedicata al sarod e alle composizioni di John McLaughlin, vede la straordinaria e gentile partecipazione proprio di Partho Sarothy e del suo allievo austriaco Alex Stroganov, miei ospiti durante il breve soggiorno italiano in occasione dei due concerti tenuti a Dueville (VI) e a Padova il 5 e 6 maggio 2008.
La realizzazione del video è stata piuttosto complessa, dal momento che ho dovuto tagliare e montare diverso materiale audio video registrato a casa mia in un giorno di riprese. Ho aggiunto le mie parti di sarod in seguito e il risultato finale mi sembra abbastanza buono.
Ringrazio di cuore Partho Sarothy per aver accettato questo “esperimento” che si discosta dalla tradizionale musica classica indiana, ma che anche lui sente come un interessante modo per costruire un effettivo dialogo e arricchente scambio fra le due culture musicali dell’oriente e dell’occidente. L’augurio è di poter proseguire e perfezionare questa collaborazione: i brevi flash in cui mi si vede suonare la batteria sono in un certo qual modo un’anticipazione di un progetto che, se tutto procederà, potrebbe costituire un interessante e valido sviluppo in tema di integrazione musicale.




Per ogni brano ho infine realizzato un filmato, con immagini e video ispirate alla composizione musicale. A completare il progetto ho poi registrato una breve introduzione per ogni brano, nella forma dell’Alaap classico della musica indiana, basato sulla scala utilizzata e quindi su di un Raga corrispondente. Per ognuno di questi “preludi” ho utilizzato la tonica naturale del mio sarod, in Do. Queste introduzioni saranno pubblicate separatamente in altrettanti video.


REMEMBER MASSIMO: Riccardo Misto suona Massimo Perin

FLOATING SAROD: Music in the clouds


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CORSI CORSO ANNUALE DI FORMAZIONE IN MUSICOTERAPIA NADAYOGA


info@nadayoga.it
docente: Riccardo Misto, musicista e musicoterapeuta

SONO APERTE LE PRE-ISCRIZIONI PER IL PROSSIMO CICLO DI FORMAZIONE CHE PARTIRA' A [b]GENNAIO 2O13
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10 LEZIONI suddivise nell'arco di 12 mesi per un totale di 80 ore complessive, con pausa ad agosto, dalle ore 9.00-18.00

Il corso è destinato a: musicoterapeuti, musicisti, operatori sociali, insegnanti, terapisti, psicologi, e a chiunque voglia approfondire seriamente e in modo scientifico la materia riguardante il suono, la musica e la terapia. Fornisce tutte le conoscenze teoriche e pratiche per utilizzare in modo professionale la musicoterapia, nella specifica configurazione definita "Yoga del Suono". Agli allievi viene consegnato materiale didattico cartaceo e informatico (dispense, schede tecniche, CD audio/video, software spettrogramma vocale, ecc.).Prepara e abilita al rilevamento della nota Tonica personale.

* Non sono richieste conoscenze specifiche musicali o di yoga.

* E' prevista la discussione di una tesina scritta finale e il rilascio del diploma.

TUTTA LA MATERIA TRATTATA NEL CORSO PROVIENE DAGLI INSEGNAMENTI AUTENTICI DEL MAESTRO SHRI VEMU MUKUNDA, TRASMESSI DIRETTAMENTE DURANTE I TRE ANNI DI FORMAZIONE CONCLUSI CON IL DIPLOMA IN "NADABRAHAMAYOGA". LA MATERIA SPECIFICA DEL CANTO ARMONICO E' STATA APPROFONDITA GRAZIE AGLI STUDI EFFETTUATI CON ROBERTO LANERI, TRAN QUANG HAI E DAVID HYKES.

NOVITA':
IL CORSO PREVEDE LE MATERIE AGGIUNTIVE DEL ""LINGUAGGIO ROVESCIATO""
E "CIOTOLE TIBETANE E DI CRISTALLO",
Temi e argomenti

SUONO
• NATURA DEL SUONO
• CORRELAZIONE CON LA VOCE UMANA
• NEUROFISIOLOGIA ACUSTICA
• PROCESSO DI TRASFORMAZIONE DEL PENSIERO IN SUONO
• COMUNICAZIONE VERBALE TRAMITE LINGUE MODERNE E PRIMITIVE
• SUONO UDIBILE (AHATA) E INUDIBILE (ANAHATA)
• I CANALI DI ENERGIA SOTTILE (NADI) NEL CORPO UMANO
• LOCALIZZAZIONE DEI 22 PUNTI DI ENERGIA EMOTIVA (SHRUTIS) NEL CORPO E
LORO DIVISIONE IN OTTAVE
• CONVERSIONE DELL'ENERGIA BLOCCATA IN POSITIVITA'
MUSICA
• L'ORGANIZAZIONE DEL SUONO IN DISCIPLINA SU BASI MATEMATICHE
• CLASSIFICAZIONE DEI DIVERSI GENERI DI MUSICA
• IL SISTEMA MUSICALE MODALE-MONODICO
• LA CONCEZIONE DI NOTA (SWARA) NEL SISTEMA MUSICALE MODALE-MONODICO
• I MICROTONI (SHRUTIS)
• LE NOTE MANTRICHE
• IL CERVELLO, IL SUONO E LA MUSICA
• LE SCALE MUSICALI E LE EMOZIONI
• MENTE CONDIZIONATA E INCONDIZIONATA
• NEUROFISIOLOGIA ACUSTICA
• ANALISI DELLE 72 SCALE (MELAKARTHA) DEL SUD INDIA
LORO EFFETTI SULLA SFERA FISICA E MENTALE
• LE PRINCIPALI SCALE MODALI: LORO SIGNIFICATO E APPLICAZIONE
• I BLOCCHI ENERGETICI
• MUSICA, RESPIRAZIONE E PRANA
• IL "RAGA" INDIANO
• APPLICAZIONI TERAPEUTICHE (uso di particolari scale nella cura
dei disturbi fisici e mentali)
• IL RITMO
• IL RITMO E I CICLI NATURALI
• IL RITMO PERSONALE E IL RITMO MUSICALE
• EFFETTI PSICOSOMATICI DEL RITMO
• IL SISTEMA RITMOFONETICO "TAKADIMI"
• LA COORDINAZIONE PSICOMOTORIA
• ATTENZIONE CONCENTRAZIONE MEMORIA
• POTENZIAMENTO DELLE SINAPSI CEREBRALI
• MUSICA E LOGOPEDIA
• EFFETTI TRASCENDENTALI DEL RITMO
• IL MANTRA
• VIBRAZIONE SONORA E DIREZIONE
• SUONI MANTRICI
• SIGNIFICATO E CORRETTA INTONAZIONE DEL MANTRA "OM"
• I VARI TIPI DI MANTRA
• PULIZIA MENTALE ATTRAVERSO IL SUONO
• INFLUENZA DEI MANTRA SULLA MENTE INCONDIZIONATA
• I MOVIMENTI DEI DIECI TIPI DI PRANA
• IL SUONO SOTTILE (OVERTONES SINGING)
• I CENTRI SOTTILI (CHAKRA)
• CENTRATURA E APERTURA DEI CHAKRA COL SUONO
• I SUONI VOCALICI
• LEGGI ARMONICHE
• I VARI TIPI DI OVERTONES (canto armonico)
• ARMONICI E CAMPI MORFICI
• 12 LIVELLI DEL CANTO ARMONICO
• EFFETTI MENTALI E PSICOETERICI
• LA MEDITAZIONE DEL SUONO
• LE ONDE CEREBRALI
• LA TONICA PERSONALE
• MORFOLOGIA DELLA VOCE UMANA
• IL CONCETTO DI TONICA: SUA INDIVIDUAZIONE NELLA VOCE
• METODOLOGIA DEL RILEVAMENTO
• ESERCITAZIONI PRATICHE DI RILEVAMENTO
• CARATTERISTICHE DELLE TONICHE PERSONALI
• TONICA GEOGRAFICA, INDUSTRIALE E CULTURALE
• RAPPORTI E CONFLITTI FRA TONICHE
• CENTRATURA E MODIFICAZIONE DELLA TONICA
• APPLICAZIONI TERAPEUTICHE
COSCIENZA (CONSAPEVOLEZZA DEL CORPO)
• TECNICHE MENTALI
• CONTROLLO CONSAPEVOLE DELLA COSCIENZA
• USO DELLA CONSAPEVOLEZZA PER LA CONCENTRAZIONE E LA DISTRIBUZIONE
DI ENERGIA
• VISIONE, VISUALIZZAZIONE E IMMAGINAZIONE
• SIGNIFICATO E USO DEGLI YANTRA
• ALLINEAMENTO E POTENZIAMENTO DEI CAMPI ELETTROMAGNETICI
• PROTEZIONE DEI CAMPI IONICI
MEDITAZIONE
• PRINCIPI GENERALI
• LA MEDITAZIONE DEL SUONO
• TECNICHE DI CANTO ARMONICO
• LA MEDITAZIONE ATTRAVERSO LE IMMAGINI
CIMATICA E GEOMETRIA SACRA
• SIMBOLI E CONNESSIONI MUSICALI
• ENNEAGRAMMA E LEGGI MUSICALI nella Scuola di Gurdjeff
• CIMATICA (SUONO E FORME)
• SHRI YANTRA
• MANDALA SONORI
YOGA SUTRA di PATANJALI: analisi e interpretazione in riferimento al Nada Yoga e al Canto Armonico
LABORATORI

• PROGRAMMAZIONE E ATTUAZIONE DELLE SEDUTE DI MT NEI DIVERSI AMBITI PROFESSIONALI,con illustrazione e pratica di tecniche musicoterapeutiche di indirizzi
LINGUAGGIO ROVESCIATO

Verranno forniti i mezzi tecnici indispensabili per effettuare l’analisi computerizzata e digitale delle tracce sonoro-vocali (metodologia digitale).
Trasformazione di files video in audio.
Un repertorio guida delle più comuni e ricorrenti metafore verbali e visive dell’inconscio.
Un sistema di interpretazione del significato nascosto delle frasi rovesciate rilevate.
Un programma di destrutturazione e riprogrammazione della mente inconscia.
Un database (files audio) con esempi e riferimenti storici relativi alla materia.
Lo studente conseguirà tutte le conoscenze teorico-pratiche necessarie e sarà quindi in grado di registrare, rilevare e interpretare i messaggi nascosti grazie alla tecnica del linguaggio rovesciato;
di predisporre una tecnica di correzione e riprogrammazione della mente inconscia per l’eliminazione di meccanismi psicologici coatti emersi dall’analisi.

CIOTOLE TIBETANE E DI CRISTALLO

Argomenti Generali:
1. L’uomo tra la terra e il cielo
2. Le tre casse di risonanza nell’uomo
3. L’importanza della rilevazione della nota tonica e la sua
applicazione con le campane Tibetane
4. La natura delle campane tibetane e quelle di cristallo
5. Le campane e l’acqua
6. Tecniche esecutive (battito,sfregamento, cavita’ orale)
7. Il massaggio sonoro con le campane tibetane e le campane di cristallo
8. Pulizia dei Chakra e tecniche di rigenerazione energetica con il
Nada Yoga con le campane

Tecniche Specifiche:

1. INTONAZIONE CIOTOLE (determinazione delle frequenze: fondamentale bassa + armoniche)
* Modificazione altezza (Hz)
* Predisposizione di almeno tre ciotole-base per centratura AUM:

2. ASSOCIAZIONE CIOTOLA + VOCE (Canto) per:
* Apertura Chakra
* Connessione Chakra
* Scale terapeutiche (predisposizione di 5 o 7 ciotole)
* Strutture armoniche ad accordo (predisposizione di 3, 4 o 5 ciotole)

3. TECNICHE ESECUTIVE
* Battito
* Sfregamento
* cavità orale

4. MODALITA’ OPERATIVE
* Sulla mano
* Sul corpo
* Vicino al corpo




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Minerbio
"Una notte nel bosco degli spiriti" e' il titolo del nuovo lavoro di Marco Baliani.Si inserisce sulla scia dell'esperienza africana che il grande narratore ha intrapreso alcuni anni orsono e che ha portato ai lavori realizzati con i bambini di strada di Nairobi.E' un viaggio fatto di racconti, poesie, suoni intorno alla parola ''spirito''; un viaggio che trascorre di continuo tra divagazioni personali, riflessioni, ricordi, appunti di percorso, mondi spiritati paralleli al nostro, mondi che stanno lì a due passi da noi e che basta evocare una notte per riconoscerli nostri da sempre, anche se lontani nel tempo e nello spazio.Le musiche dello spettacolo sono di Mirto Baliani, da lui stesso eseguite in scena insieme a Riccardo Misto.

Venerdì 25 gennaio 2008,ore 21.00

Palazzo Minerva
Via Roma, 2
MINERBIO

contatti:
tel. +39 +39 051 2965700
rosaspinaunteatro@libero.it

http://www.teatrinvito.it/index.php?p=2&id=157822


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NADA YOGA intro VEMU MUKUNDA STORY

A brilliant Indian student by the name of Vemu Mukunda had taken science courses at universities in India. Then he left his motherland to conduct post graduate research in Scotland. He took a job in England working in the field of nuclear science. Although outwardly he seemed to have successfully established himself in his chosen field, yet he was not happy. He had left his family, friends, and culture behind and now found himself living in an environment where the advancements in technology were considered the highest goal and his only social life consisted of attending endless rounds of cocktail parties. He felt his life was empty and without purpose and this feeling came to a crisis point when his brother and sister both died back in India. Furthermore the negative use of nuclear science to build weapons of mass destruction weighed on his conscience and made him question his choice of career. He began to sink into a state of chronic depression which was only briefly relieved by the release he felt when he made music on the Indian stringed Veena that he had played since childhood.
It was during that period of black despair that a series of strange incidents occurred to bring a new influence into his life. By coincidence, a mutual friend in London had a veena at home that was badly damaged and when he heard of Vemu's skill with the instrument he invited him to his home to see if he might be able to repair the instrument. Vemu went to the home along with some friends and indeed found the instrument so badly damaged that he was completely unable to get any pleasant sounds out of it at all. However he agreed to take the instrument back to his home and see if he could repair it.

On the way home, the friends who had brought him wanted to stop at a house where they knew the residents were conducting Sai Baba bhajan sessions (sacred singing). Though Vemu had no special interest in doing so, since he was riding with them he went along with the plan.

When they arrived at the house and went in, he saw a picture of Sathya Sai Baba on the wall and immediately had the thought: "Oh, no not him". His parents had been followers of Shirdi Sai Baba and they felt that Sathya Sai Baba, who claimed to be the reincarnation of Shirdi Sai Baba, was an imposter and so Vemu had also taken on this attitude. Shirdi Sai Baba left his body in 1918 and many of his original followers were unwilling to believe that he had taken on the Sathya Sai form eight years later (Sathya Sai was born in 1926) even though Shirdi Sai Baba had told his followers just before his death that he would take birth again eight years hence.

Vemu had no interest in the bhajans and so he sat behind the other singers and took no part in the singing. However during a lull in the bhajans the hostess put a veena in his hands and asked him to play something. In an abstracted mood he began to strum the instrument and presently a tune came into his head and he began to play. The others very much enjoyed his playing and when the song ended they asked him to play another song. He agreed, playing the first tune that came to mind. At the end of the second song, he suddenly realized that the two songs he had just played had been composed by two different Indian Saints but the titles of the songs had the same meaning in the respective languages of the composers: "No One is Equal to You".
Now Vemu looked down at the veena he had been playing and realized that it was the badly damaged one he had been taking home to repair. But mysteriously, every note he had played on it had been completely harmonious. Now he tried to play it consciously and not a single harmonious note would come out of it. He began to feel as if something miraculous had occurred and he felt the hair on his head standing on end.

He thought to himself: "Sai Baba! What power. Is he a black magician?"

After this incident Vemu began to get invitations to play professionally. He accepted whenever it fit into his schedule and strangely, wherever he played he would run into someone who would talk about Sathya Sai Baba. At home his friends in London kept pressing him to attend Sai Baba bhajan sessions. He began to feel that he was being pursued by Sai Baba!
Vemu had been schooled on the principles of science and so his confidence was more on the field of matter than that of the spirit. He felt that the realm of spirit was only a way by which some people escaped from harsh reality. And yet some part of him wanted to proceed into the spiritual realm while the other part wanted nothing to do with it. His mental torment increased and he felt himself being torn in two different directions. He continued to resist the spiritual impulse and yet, the world of physics and materialism had lost its charm for him.

Finally in a state of complete desperation he sat down and addressed a letter to Sathya Sai Baba at his residence at Prasanthi Nilayam. Although he had heard that Sai Baba does not answer directly by writing back, it was said that he would provide the answer in some more direct form. He poured out his heart's dilemma asking Sai Baba if he should continue in his chosen profession of nuclear engineering, quit and become a full time musician, or renounce the world and become a religious devotee (Sannyasi).

As he boarded a flight to Paris for a Veena concert, he wondered how and in what form he might receive a response to his letter but nothing unusual happened on the trip. On his return to London, he began to feel an inexplicable urge to visit the same home where he had played the damaged veena during the bhajan session. This was curious to him since he didn't even want to go there the first time. He ignored the urge for a while but finally gave in. Approaching the house, he noticed the "Om Sai" written on the front of the house. The owner of the house, Mrs Sitabai, greeted him at the door and told him she was very glad he had come because she had something for him. They went to the shrine room and she handed him a photograph telling him an unknown visitor had attended the last bhajan session and had asked that the picture be given to Vemu as soon as possible. He looked at the photograph and saw that it was a picture of Sathya Sai Baba playing the veena!
He was immediately overcome with emotion and surrendered to Sai Baba by prostrating before the large photo of him on the wall. Tears of emotion ran down his cheeks. He knew now that he had his answer. He soon quit his job and became a full time musician. His reputation as a skilled veena musician spread and he began to get calls from all over Europe, including as far away as Russia. He felt that somehow his sudden success was due in part to the guiding hand of Sathya Sai Baba and he began to feel that he wanted to return to India and visit him. At about this time his mother and father were also asking him to return to India to see them and so he began to think seriously about making the trip home. But at the back of his mind was a fear that all the events were just coincidences and the result of his own imagination and that Sai Baba might refuse to see him. It would be a great disappointment to him if Sai Baba ignored him.

He decided to write to a friend and have him ask if he should come to visit Sai Baba. Soon afterwards he had a vivid dream in which Sai Baba came to him and rubbed his sacred ash (vibhutti) on his left shoulder beneath his shirt and said to him: "Come to India". When he awoke the dream seemed very real but he still felt that it might have been created out of his wish to go to India to see the great teacher. After several days of struggle he made up his mind to go so he canceled all his performance reservations and took a plane to India.

When he arrived at Swami's (i.e. Sai Baba's) residence he took his place on the grounds at the end of a line of men. One of the devotees told him that he had arrived just in time for Darshan, in which Sai Baba circulates among his devotees giving sight of a holy person. Vemu sat quietly enjoying the feeling of peace that emanated from the place and waited patiently. Soon there was a stir at the other end of the lines and he caught sight of the orange colored robe of Sai Baba as he circulated slowly, gracefully among the devotees, stopping briefly to talk to some, to create vibhutti for some lucky ones, or to take letters from others. As Sai Baba got closer, Vemu felt his excitement and anxiety increase. As he saw the robe and delicate feet approach him he could not bear to look directly into his face, encircled with a halo of hair and so he cast his glance downward onto the ground. His heart was in his mouth and his body became rigid as he noticed the feet approach ever closer. Vemu had written a letter to give to Sai Baba but he had completely lost his wits and did not even think to hand it to him. He felt Baba take the letter from his hand and then he raised him up and he heard him say in a quiet voice: "Go inside and wait".
Vemu went inside and when at last he faced Sai Baba alone in the interview room, Sai Baba created vibhutti for him and rubbed it on his left shoulder under his shirt just as he had done in the dream. Then Sai Baba began to discuss the obstacles in his life showing complete familiarity with his career struggle, his desire to play the veena, his depression, and other details of his daily life. As the talk ended, Baba circled his hand and produced out of air a five faced rudraksha bead in a gold setting at the end of a gold chain. He gave it to Vemu to wear constantly and told him that he would have great success both in his new career and in his spiritual progress. He then invited Vemu to play the veena at a musical concert to be held at the Sathya Sai College in Brindavan.

When the time of the concert came, Vemu brought along his eighty year old father who had been a close devotee of Shirdi Sai Baba. His father told the son he would just sit outside on the outer grounds and wait. But when Sai Baba learned the father was present he immediately called him inside and in Vemu's words: "For a whole hour Swami talked to my father like a loving mother to her child. After that my father was a changed man." Now the entire family, Vemu's father, mother, brother and all the other members of the family are followers of Sathya Sai Baba.

From a story by Howard Murphet. Birth Day Publishing. San Diego, CA.



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NADA YOGA intro PERSONAL TONICA
Voice’s ground tone

It’s the ground-frequency, expressed in hertz (Hz), which characterizes the voice tone of every person: it corresponds to one of the 12 notes in which is divided the musical octave. To every tonica are associated particular general features of personality and character. When we are calm and quiet we are in our tonica, that is physically placed in the navel. Every emotion changes the point where is our consciousness, altering the natural state of quiet. By the moment in which the tonica is fixed (in the adolescence age), it will be the same till the menopause and andropause.

In interpersonal relations the tonica plays a very important role, having influence on relationship quality: many psychological problems may be recognised and resolved just working on the tonica.

It’s possible, with particular Nada-Yoga techniques, to stabilize our tonica, making positive aspects of character stronger, improving general psychophysical efficiency and contributing to the progress on spiritual path.

TONICA RECORDING

Nada-Yoga course provides one individual session of 45 minutes for recording personal tonic note. In the end you can have a scheme and a practical guide (CD) to do the techniques on your own frequency: in this way it will be possible to work with great precision, increasing very much the efficiency of all the exercises.

For a better development of the session it’s useful to predispose yourself to the tonica recording after ten minutes of silence and tranquillity. It will be requested you to:

1. Seat in a comfortable way on a chair, with a straight but relaxed bust 2. Close your eyes and keep them closed for all the time of the recording

3.Concentrate in particular points of the body, according to the instructions.

4.Speak, as requested, with short spontaneous sentences in the habitually used language, without intellectuality or inquiring anything.

In the end of the session it will be assigned you your tonic note, with the analysis of general aspects of personality, individual potential and the explanation of the other influent notes of your voice.

A CD will help you as a guide to practice with the fundamental techniques of Nada Yoga, using correctly your personal tonic note. If necessary, you will suggested to use specific musical scales and techniques for your problems. In the CD you will also find some tracks with the most important and helpful musical scales of South India (Melakarta): so it will be easier to sing them by yourself in a correct way.

info@nadayoga.it


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